Amici ritratto a Parigi nel 1855 da J. Duboscq. Litografia di R. Hoffmann per la Gallerie ausgezeichneter Naturforscher di G. A. Lenoir
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Nota bibliografica in pdf Nota Biografica

Biografia di Giovanni Battista Amici

1817-1823 - Il viaggio a Bologna, Firenze, Roma e Napoli. La camera lucida. Giovanni Battista Amici e Franz Xaver von Zach - torna all'indice della biografia torna all'indice

Al 1817 risale il primo grande viaggio di Amici, che lo portò da Modena a Napoli attraverso Bologna, Firenze e Roma. Partito il 22 settembre, fece rientro il 2 gennaio 1818. La moglie Teresa tenne un diario assai prezioso di quell'esperienza.

Camera lucida, particolareIl viaggio procurò ad Amici importanti conoscenze e gli permise di fare apprezzare gli strumenti che portava con sé, assicurandosi numerose commesse. Furono molte le personalità della scienza che vollero incontrarlo e conoscere le sue "macchine": ufficiali, astronomi, naturalisti, geodeti e cartografi. Particolare successo ottennero immediatamente le sue camere lucide, e il fatto, come documenta la corrispondenza con il colonnello Ferdinando Visconti, direttore del Reale Officio Topografico di Napoli, costituiva tutt'altro che una semplice curiosità mondana. Intorno agli anni Venti, mentre veniva modificando radicalmente il rapporto dei paesaggisti con l'immagine, questo piccolo strumento, basato sui principi ottici del prisma, apriva nuovi orizzonti nel disegno del territorio e nella produzione delle mappe topografiche.

Il 7 settembre 1820 l'astronomo di Gotha, barone Franz Xaver von Zach (1754-1832) si trovava a Bologna dove insieme al direttore dell'Osservatorio, Pietro Caturegli, osservò l'eclisse anulare di sole. Il giorno successivo, insieme al capitano William Henry Smyth, Zach fece visita ad Amici a Modena. Fu l'inizio di una relazione quinquennale assai feconda. Von Zach mostrò grande stima e ammirazione per Disegno cannocchiale micrometricol'ingegno del costruttore modenese e vivo interesse per i suoi strumenti ottici, che contribuì a far conoscere sulle pagine della sua ultima rivista, la «Correspondance astronomique, hydrographique et statistique» (15 voll., Genova 1818-26). In quattro anni pubblicò sette lettere scientifiche di Amici, e precisamente: Sur un nouvel instrument de réflexion (VI-1822), Sur les micromètres prismatiques (VIII-1823), Sur la mesure des étoiles doubles (VIII-1823), Sur les limites de la précision à laquelle on peut atteindre avec les meilleurs instrumens astronomiques (IX-1823), Sur un nouveau micromètre intermédiaire (IX-1823), Sur les limites de la visibilités des divisions sur les instrumens d'astronomie (XII-1825), Sur les observations des satellites de Jupiter en plein jour (XII-1825).

Circolo ripetitoreNel Tomo XIX-1821 delle «Memorie di Matematica e di Fisica della Società Italiana delle Scienze» apparvero le due memorie di Amici, Sulla costruzione di un cannocchiale acromatico senza lenti eseguito con un sol mezzo refringente, e Sopra un cannocchiale iconantidiptico. Il cannocchiale senza lenti consisteva di quattro prismi di vetro a facce piane, ed era una curiosità che provava come senza impiegare due sostanze diversamente rifrangenti e dispersive si poteva già ai tempi di Newton costruire cannocchiali acromatici con una sola qualità di vetro. Alla base del cannocchiale iconantidiptico stava l'idea di rendere superflua la necessità dei fili e l'illuminazione del campo visivo negli strumenti dei passaggi, raddoppiando con un piccolo prisma di vetro l'immagine di uno stesso oggetto e facendo procedere le due immagini l'una verso l'altra in direzioni opposte.

Il 26 marzo 1822 Amici lesse all'Accademia di Scienze Lettere e Arti di Modena la descrizione di un nuovo circolo ripetitore in altezza e in azimuth, nel quale la ripetizione dell'angolo avveniva con l'ausilio di un microscopio che segnava e conservava la direzione degli astri al momento in cui essi venivano appuntati col cannocchiale, cosicché l'osservazione non era limitata ad un tempo considerevolmente breve nella determinazione della loro distanza zenitale per moltiplicazione degli angoli sulla circonferenza del cerchio.

Disegno settore di riflessioneLo stesso anno egli associò il suo nome alla realizzazione di uno strumento di navigazione, un settore di riflessione a prismi molto apprezzato dal Barone von Zach, che aiutò Amici nella non facile impresa di procurarsi il prezioso vetro ottico, sollecitando ripetutamente Utzschneider, Ertel e Fraunhofer.

Il 1823 fu dedicato in gran parte al perfezionamento del micrometro: Sur les micromètres prismatiques e Nouveau micromètre intermédiaire furono pubblicati da Zach nella «Correspondance astronomique», unitamente a Sur la mesure des étoiles doubles. Montando il micrometro fra l'obbiettivo e l'oculare di grandi telescopi catottrici e diottrici, Amici si valeva dello stesso per la misurazione del diametro dei pianeti, del diametro polare ed equatoriale del sole, della distanza e posizione di parecchie centinaia di stelle doppie e triple. Cannocchiale micrometricoCon qualche modificazione dello stesso e l'applicazione di piccoli cannocchiali acromatici, egli creò un misuratore di distanze terrestri. È soprattutto negli anni Dieci e Venti che si collocano le osservazioni astronomiche di Amici, di cui sono conservate molte note manoscritte, mai pubblicate: osservazioni di stelle doppie e triple, misurazione dei diametri del Sole e di Giove, osservazioni di Saturno, di eclissi e comete.

Bibliografia

Peter Brosche, Der Astronom der Herzogin. Leben und Werk von Franz Xaver von Zach (1754-1832), Harri Deutsch, Frankfurt am Main 2001; A. Meschiari, Giovanni Battista Amici e il Reale Officio Topografico di Napoli. Corrispondenza con i Colonnelli Visconti, de Sauget, Melorio, «Physis», 1-2002; A. Meschiari, Corrispondenza di Giovanni Battista Amici con Franz Xaver von Zach, «Nuncius», 1-2002; Erna Fiorentini, Nuovi punti di vista. Giacinto Gigante e la camera lucida a Napoli, in Pittura italiana nell'Ottocento, a cura di M. Hansmann e M. Seidel, Marsilio, Venezia 2005, pp. 535-557.

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